C’è un social network tra la gente e la vita reale. Il rapporto degli italiani con le comunità in cui vivono è infatti sempre più filtrato da facebook, Myspace e simili. Vengono sfruttati per l’attività politica, trovare lavoro, nuovi amici o amori.
Lo dice un’indagine di SWG: analizzando un campione di oltre 1.300 internauti italiani, Enrico Maria Milici ed Enrico Marchetto hanno individuato tre “tribù” accampate tra le reti solciali: i “net-politicizzati”, i “lavoratori digitali” e i “cercatori di amici”. Nella prima converge il 22% dei fans dei social network che sostiene di essere staa aiutata da una di queste comunità virtuali nella propria attività politica.
Sono soprattutto lavoratori pubblici del centro-sud. Dal nord-est, invece, vengono i “lavoratori digirali”, quel 14% di fruitori che vedono i social network come vetrina e laboratorio delle competenze professionali. Per loro, le reti sociali sono utili a “rafforzare i rapporti di lavoro”, o a promozionare la propria attività. Una maggioranza di donne poco interesssate alla politica e con tendenza a parlare in dialetto popola il gruppo dei “cercatori di amici”, quel 19% di utenti che usa il social netwotk come rimedio alla solitudine urbana. Tutti però concordano su un fatto: i social network aiutano a stringere nuove amicizie e a restare in contatto con gli amici.
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