Guardi il tuo profilo su Facebook e pensi che sia tutto intuitivo, quasi troppo semplice, è scritto in chiare lettere, Bacheca, Info, Foto… e poi sulla sinistra la tua foto, una casella chiamata Informazioni, Amici e cosi’ via. Addirittura sembra troppo spoglio in alcuni momenti e poco entusiasmante. Ma questo fatto in fondo avrebbe dovuto favorire la ricerca delle informazioni al contrario di quanto avviene nel caos completo di MySpace. Vuoi sapere qualche informazione veloce sulla persona? Guardi nel box a sinistra, vuoi piu’ informazioni? Clicchi su Info in alto. E’ la cosa piu’ ovvia, è uguale alla tua pagina. Eppure…
Eppure moltissime persone ignorano molte possibilità offerte dai link, non le conoscono, non le vedono, le confondono coi rumori di fondo probabilmente. Faccio un esempio. Sul mio profilo vengono pubblicati i miei post su Tumblr, ho notato che alcune persone ci cliccano sopra ma semplicemente vedono un’immagine e poi chiudono la pagina. Poco conta che su ci sia scritto il mio nome e che la freccia si trasformi in manina invitando a cliccarci su. Non hai un pò di curiosità?
Da un certo punto di vista è sconfortante. Si fa un gran chiacchierare di innovativi servizi, di web 2.0, 3.0 o quanto volete, ma bisogna ammettere che semplicemente la maggior parte delle persone non vede il web, non è ancora pronta. E’ una cosa forse ovvia ma a furia di parlare con gente che ha a che fare con questi siti si corre il rischio di dare troppe cose per scontate. Ma quando la massa di persone è consistente come su Facebook, la realtà torna a farsi sentire. Le piccole comunità come Twitter, Friendfeed o Tumblr sono diverse proprio a causa della loro dimensione, le persone sono là perchè hanno cercato quei servizi ed in molti casi hanno gusti comuni. Si parla di un argomento, si condivide e si discute. Ma Facebook non è cosi’, è un servizio più neutro, che va bene per tutti e non ti chiede molto in cambio. In un certo senso rispecchia meglio la realtà.
Il problema penso sia di base, infondo molti consigliano di non cliccare ovunque perchè “pericoloso” e la nostra educazione basata su testi cartacei non prevedeva gli hyperlink. Si potrebbe obiettare che un disegno più coerente dei siti potrebbe risolvere alcuni di questi problemi, ma nel mondo reale questo non sempre succede. Il risultato è che scorri le pagine web solo ad un livello superficiale, forse arrivi solo al primo livello di profondità dei link ma non vai oltre, perchè non ci sei abituato e non ne senti l’esigenza. Un vero peccato per degli oggetti che ci permetterebbero di muoverci nelle varie dimensioni del web senza seguire una linea retta.
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